Shock in my town

«Scandalo nella mia città»: la verità è che la città è un mondo in decadenza, dimentico delle proprie origini, con uomini intenti nell’inutile e incessante tentativo di ritornarvi, ma che non riescono tuttavia ad essere altro che «neo-primitivi».
«Shock in my town»: in rima e in sincronia con «velvet underground», il velluto clandestino che adombra il celebre gruppo rock dei Velvet Underground, ma anche l’espressione usata come riferimento al sesso, dice di una progenie capace di nulla se non della sovrastruttura, che scade nel triviale, nel meschino, nel basso corporeo; «rozzi cibernetici signori degli anelli», a parte l’ovvio richiamo all’opera di Tolkien, sono, ad esempio, coloro che tentano di riprodurre la realtà dei fatti o delle opere con scarsi risultati, perlopiù apprezzati da un pubblico vasto quanto mediocre. D’altronde sono l’«orgoglio dei manicomi».
Shock in my town è un viaggio mentale verso la presa di coscienza: coscienza onirica, che si sublima nel passaggio «sveglia kundalini».
Il termine kundalini deriva dal sanscrito e significa qualcosa che è avvolto o una cavità. Nella tradizione yoga e tantra l’energia kundalini, che risiede nel corpo umano a livello sottile, manifestazione dell’energia universale, alla base della colonna vertebrale nel suo stato latente, è rappresentata da un serpente dormiente arrotolato (quindi avvolto) e spiraliforme.
Un cervello extra, che, essendo addormentato, devia la percezione umana dal vero, attuando un rovesciamento di valori, in prima istanza quelli dell’Universo in rapporto a quelli appartenenti all’individuo.
Kundalini nell’uomo è degradato per la presenza della facoltà immaginativa che ci devia dalla realtà. Ma in un cammino di consapevolezza, possiamo fornire energia al serpente dormiente e liberare una quantità impressionante di nuova energia molto potente.
Il cammino della percezione prosegue in un duplice senso: abbiamo un osservatore esterno che si pone di fronte al soggetto e al suo percorso interno, nei meandri della mente.
«Ho sentito urla di furore», «furore di generazioni senza più passato», nel grigiore di una città non di cittadini, ma di «suburbani», una specie inferiore, di subumani.
«Ho incontrato allucinazioni»: è la dichiarazione di uno dei temi proibiti, trattato anche dai Velvet Underground con l’intento di dare dignità ad argomenti tralasciati come scabrosi tabù impronunciabili.
Da notare che Battiato conobbe Nico, la prima cantante dei Velvet Underground (la voce di Sunday Morning per intenderci), insieme ad uno dei musicisti-chiave dei Velvet, nel 1975, in un tour in Francia, e lei gli chiese se avesse visto «mister powder». Battiato inizialmente non intese ma al gesto di lei di aspirare col naso comprese al volo. «Ho incontrato allucinazioni» potrebbe essere in parte un riferimento a ciò, anche se è chiaramente una metafora per la presa di coscienza del viaggio mentale.
«Nelle mie orbite» è la terza tappa del viaggio di esplorazione, che potrebbe stare per «vedo»: l’oggetto della visione è un vero e proprio scontro e non tra normali esseri umani ma tra i nostri suburbani, in un mondo dove tutto è ridotto a surrogato, di basso laddove non infimo livello, non gruppi, non vita autentica, genuina e pacifica, ma tribù e scontro, caotico e ostile. I suburbani sono «aminoacidi», termine che appare in altri contesti come nel primo Battiato ma non con la stessa connotazione fortemente negativa del primordiale, neo-primitivo, che invece è propria di Shock in my town.
Per di più, nella canzone è presente un pezzo, detto reverse in un linguaggio più tecnico, che ascoltato al contrario con un’attenta operazione di backmasking suona così: «Di aminoacidi… Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani… Di aminoacidi».
Ma v’è sempre una speculazione che risulta eccessiva e che fa perdere di vista il significato reale della canzone, come il serpente kundalini nella nostra vita quando dormiente, e che è detta pareidolia acustica, un tipo di illusione subcosciente. Shock in my town non è l’unica canzone che contiene parti di testo comprensibili solo se ascoltate al contrario ma vediamo esempi di backmasking anche in No u-turn e Segunda-feira.

No u turn: uomini di una certa età che la sera vanno in cerca di affetto nei parchi soffrono ansie e paure e per false morali e ai loro figli le insegnano uguali / e vecchio signor ministro sei sicuro che i tuoi problemi sono uguali ai miei / io so che la vita va come va nasce e muore / a che ti serve l’abuso del potere
Segunda-feira: em noc otrop it

Secondo Gurdjieff, attività inutili, come l’identificarsi in tutto ciò che ci circonda perdendo il senso di noi stessi e della nostra esistenza in una sola e unica azione, il parlare superfluo, la tensione muscolare e le emozioni negative, ci fanno sentire completamente svuotati di energia distruggendo ciò che la fabbrica aveva prodotto in ore di lavoro.
Un uomo evoluto ha maggior capacità di risparmiare energia.
Uno sforzo conscio nel momento dell’autoricordo fa sì che i messaggi provenienti dal mondo esterno diventino molti di più e molto più chiari, recepiti attraverso il centro formativo, la parte più bassa o motoria dell’intellettuale, quella delle sette menti dell’uomo preposta alla costruzione di teorie e al confronto delle cose. E

che miserabili impressioni doveva vivere certa gente, in particolare gli abitanti delle grandi città! Impressioni provenienti da oscuri vicoli e da strade monotone con case allineate melanconicamente l’una dopo l’altra, tutte avviate a una lenta fatiscenza, casamenti di fabbriche emettenti fumo. Da nessuna parte qualcosa di fresco dovuto alla mano di quel sublime artista che è la Natura, nulla oltre le pretenziose e ovvie opere dell’uomo addormentato.

Gli «shock addizionali» servono per far passare il cibo (che è collegato ad un’ottava) nel punto giusto per Gurdjieff, secondo una numerologia molto complessa basata su note e intervalli. Basti dunque ricordare che gli «shock addizionali» portano al benessere, al ricordo, alla consapevolezza.
A questo proposito va considerato un altro dei concetti base della canzone, il bisogno indotto della droga per sentirsi bene, provato incessantemente dai «suburbani» prede della paranoia, «simili agli insetti», si collega proprio alla energia «kundalini», che va appunto risvegliata per scongiurare infelici ritorni alla realtà dopo il viaggio allucinatorio della mescalina.

sveglia kundalini
suburbani: subumani
Battiato, Nico e i Velvet Underground
ad esempio in Fetus e Pollution, 1972
Nella storia del rock, ad esempio, è frequente la credenza di un satanismo in determinati passaggi, con messaggi subliminali e (forse) diabolici, frutto soltanto di un’ossessione poco costruttiva…
No u-turn, 1974, dall’album Clic; Segunda-feira, 1996, dall’album L’imboscata
cfr. Walker, 1976, pp. 40, 105, 15
Walker, 1976, p. 107

«Scandalo nella mia città»: la verità è che la città è un mondo in decadenza, dimentico delle proprie origini, con uomini intenti nell’inutile e incessante tentativo di ritornarvi, ma che non riescono tuttavia ad essere altro che «neo-primitivi».
«Shock in my town»: in rima e in sincronia con «velvet underground», il

 

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