Piccolo pub

Piccolo pub

¶Vi saluto amici, ci vedremo domani…
se la notte non fa il suo colpo stanotte.
Trombe irreali, ululano cani, si sentono.
Odo marcette militari.
Nel ‘43, ero malato,
vidi tutta la mia vita
sudato scorreva finita.
Vi saluto, amici, ci vedremo domani….
se la notte non fa il suo colpo stanotte.
¶Cerimonioso, entro
nel suo centro vitale.
(L’armatura rimanda la Luce Originale).
Guerriero della vita
sospendo le armi e la battaglia.
¶Birra e urina
si scambiano le parti:
la latrina è il tuo caveau.
Liquido vitale scorre in entrambe.
Regalo della notte, piccolo pub.
¶Nessuno o tutt’uno
vacca nera sono
gatto grigio nella tua notte.
Nessuno o tutt’uno
vacca nera sei
gatto grigio nella mia notte.

Album: L'ombrello e la macchina da cucire -
1995
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro
«Si filosofa per salvare gli amici»

Sgalambro definisce canzoni come questa «canzoni d’alleggerimento» (relativo certo!) ovvero «piccoli lieder dove si esprimono emozioni umane». Il tema qui è l’amicizia come sentimento positivo rispetto alla morte («notte» richiama «morte» persino da un punto di vista fonico). Ed in effetti l’amicizia e il tempo dell’amicizia è un regalo che facciamo agli altri e a noi stessi: «Regalo della notte, piccolo pub». È per questo che Sgalambro afferma che si filosofa per salvare noi stessi e gli amici (la mensa e il bar, come ci insegna Socrate nel Simposio, sono ovviamente luoghi di alta filosofia).
Il testo procede (come spesso in Battiato-Sgalambro) invertendo l’ordine logico degli eventi. Dunque il secondo blocco è logicamente il primo: ed infatti si dice entro cerimonioso…
Il blocco iniziale è così, logicamente, il secondo ed è infatti il momento del congedo: «vi saluto, amici…».
Fermo ciò, il congedo attuale e il latrare dei cani («si sentono latrare cani come trombe irreali, come trombe di morte») portano alla memoria del protagonista un altro momento di congedo, tout court, dalla sua vita…

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