Memorie di Giulia

Memorie di Giulia

¶Quel letto d’ottone
in cui mi accoglievi giovinetto,
il radiogrammofono che prendeva tutto,
quando ti portavo in quel caffè
«prego, fragole con panna» dicevo
e superbo ti guardavo mentre l’altro
mi ricambiava con disprezzo sogghignando
verso te. E la tua foto che portai
tanti anni addosso prima che un cassetto
l’accogliesse e la sbiadisse,
seppi della tua morte
e rividi i tuoi boccoli
e sul tuo viso la sorte.
La mia memoria trae fuori i ricordi da un cappello
senza che io sappia perché questo e non quello.
¶Ho avuto delle gioie.
Talvolta si dormiva tutti e tre
io tua madre e te nello stesso letto
ma che innocenza, che santa trinità
era un gesto d’affetto e di rispetto.
O memoria perché mi inganni,
perché come se fossi vento mi butti
questa polvere negli occhi,
accarezzavo le tue ginocchia
e il tuo semplice cuore era contento.
Ho avuto delle gioie, sì.
Ti ricordo così, povera Giulia, gaia e ridente.
¶Impaziente mi aspettava la vita,
mentre il vento frizzante del mattino,
si portava via ogni cosa.
Avevo diciassette anni.

Album: L'imboscata -
1996
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro
«Silvia, rimembri ancora»

Memorie di Giulia è l’unico pezzo autobiografico di tutto il disco L’imboscata. Parla di una donna che Sgalambro ha conosciuto molti anni fa e che morì giovanissima. È l’episodio più classico di tutto l’album.
Fermo il contenuto biografico e l’esplicitazione del contenuto della vicenda, Battiato non dice perché sia l’episodio più «classico» dell’Imboscata e perché l’abbia così profondamente coinvolto. Noi crediamo sia perché «Giulia» è la «Silvia» di Battiato-Sgalambro fin dal titolo: Memorie di Giulia pare, in realtà, una ripresa del primo verso di una delle più dense e belle poesie di Giacomo Leopardi A Silvia: Memorie di Giulia vale infatti «Silvia, rimembri ancor», ovvero: «Giulia, hai ancora memoria?»
A conferma il fatto che tanto nella poesia di Leopardi quanto nella canzone è centrale proprio il gioco della memoria, del muoversi della mente tra passato e presente. Data questa prima traccia, ma ancora sul piano logico-lessicale, ancora più evidente è quel «gaia e ridente» che rimanda al leopardiano «Quando beltà splendea / Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi».

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