L’ombrello e la macchina da cucire

L’ombrello e la macchina da cucire

¶Ero solo come un ombrello su una
macchina da cucire.
Dalle pendici dei monti Iblei,
a settentrione.
¶Ho percorso il cammino,
arrampicandomi
per universi e mondi,
con atti di pensiero e umori cerebrali.
¶L’abisso non mi chiama, sto sul ciglio
come un cespuglio: quieto come un insetto
che si prende il sole.
¶Scendevo lungo il fiume scrollando le spalle…
Che cena infame stasera,
che pessimo vino,
chiacchiero col vicino.
Lei non ha finezza,
non sa sopportare l’ebbrezza.
¶Colgo frasi occidentali.
Schizzano dal cervello i pensieri –
fini le calze,
la Coscienza trascendentale,
no l’Idea si incarna.
Dice che questa estate
ci sarà la fine del mondo.
The end of the world,
berretto di pelo e sottanina di tàrtan.
Have we cold feet about the cosmos?

Album: L'ombrello e la macchina da cucire -
1995
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro
«schizzano dal cervello i pensieri – fini le calze»

La canzone è complessivamente un ritratto del protagonista (più Sgalambro che Battiato, ma Sgalambro è uno specchio nel quale Battiato in gran parte si riconosce), delle sue preferenze filosofiche e letterarie. E della sua consapevolezza che vita e filosofia vanno agite essendo certi della fine del mondo e della precarietà della nostra esistenza.

Nel primo periodo manca il verbo che diventa esplicito, per analogia, solo con il quarto periodo: «scendevo…». Dunque, con le prime due frasi opportunamente integrate, questa una possibile parafrasi:
Ero solo come un ombrello su una macchina da cucire e (scendevo) dalle pendici dei Monti Iblei (Sicilia) e (da solo) ho (anche) percorso il cammino (della mia riflessione filosofica ed esistenziale) arrampicandomi per universi e mondi con atti di pensiero e umori celebrali. […]

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