Lode all’inviolato

Lode all’inviolato

¶Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un’invisibile carezza
di un custode.
¶Degna è la vita di colui che è sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all’Inviolato.
¶E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti
arido è l’inferno
sterile la sua via.
¶Quanti miracoli, disegni e ispirazioni…
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c’è il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole
e lo sapeva bene Paganini
che il diavolo è mancino e subdolo
e suona il violino.

Album: Cafè de la Paix -
1993
Musiche: Battiato
Testo: Battiato
«chi diventa saggio» vs. «personaggi inutili»

È necessario, in primo luogo, osservare che questa canzone non è solo fortemente dualistica ma pone la nostra persona al crocevia di due tensioni diverse ed opposte. Come Paganini che è diviso e attraversato dalla lotta tra Bene e Male, ciascuno di noi deve essere consapevole della propria ineludibile responsabilità nel percorso dell’esistenza: ­­­­­­­­­­­Degna è la vita di colui che è sveglio / ma ancor di più di chi diventa saggio / e alla Sua gioia poi si ricongiunge».
La sofferenza, che è parte altrettanto ineludibile di questa vita terrena, non ci deve però rendere ciechi ma consapevoli che tutto è voluto da Dio ed è così che ci ricongiungeremo a Lui: «E poi la sofferenza che ti rende cieco… (però sappi che) le nuvole non possono annientare il Sole» (ovvero che le nuvole, le sofferenze non possono annullare il principio divino che è in noi e al quale torneremo).

«Lei ha mai incontrato diavoli veri nella sua vita?», viene chiesto a Battiato a bruciapelo, non si sa se con consapevolezza o piuttosto per quelle forme di pilota automatico che spesso hanno i nostri giornalisti, tanto che a volte paiono guidati in modo quasi ipnotico da Battiato a chiedergli cose di cui essi sanno e non sanno… E così Battiato risponde: «Ne vedo in carne e ossa tutti i giorni, veramente… ci sono e potenti anche…» (La Stampa, 25/4/1994).

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