L’esistenza di Dio

L’esistenza di Dio

¶Giovane teologo non fare
come in rue de Fouarre
dove si produceva amore,
si produceva per Dio
e arnesi per dimostrarne l’esistenza,
che già mostrava la sola competenza.
¶Lessing diciassettenne
arriva a Lipsia
per fare teologia.
Apprende prima la scherma e la danza.
La distinzione e la lontananza.
¶Camice, prego!
Il teologo si prepari
agli atti della sua professione.
¶Ecco, no guardate un po’ più sotto,
qui vedrete esattamente com’è fatto Dio.
L’attributo «buono» delimita uno spazio,
segna una distanza.
¶Il paziente non può aspettare.
Si proceda a regolare dissezione.
¶Camice, prego!
Signori, anatomia!
Presto, bisturi. Klemmen her!
Signori teologi basta, ricucite.
¶Ancora una cosa, mente a Ockam prego:
Dio differisce dalla pietra
perché questa, dice, è finita.
¶La teologia vi invita,
anzi vi impone di,
immaginare
una pietra infinita.
¶Camice, prego.

Album: L'ombrello e la macchina da cucire -
1995
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro

La canzone allude al fatto che vi sono due strade per «immaginare Dio». La prima è un percorso razionale e scientifico e la seconda propone una traiettoria mistica e teologica. È la seconda prospettiva, quella mistico-teologica, che ci propongono Battiato e Sgalambro.

Per una comprensione meno sintetica della canzone è utile partire dal concetto espresso nell’ultima parte della canzone: «Ancora una cosa, / mente a Ockam prego: / Dio differisce dalla pietra / perché questa, dice, è finita. / La teologia vi invita, / anzi vi impone di, / immaginare / una pietra infinita». Essa deriva da questo passo di Sgalambro (Dialogo teologico) che esplicita il suo significato e quello complessivo della canzone:
Dicono che egli è sale, stella, fuoco, acqua, vento, rugiada, nube, persino roccia, pietra… ricordi ciò che sostiene Ockam? Dio differisce dalla pietra perché questa è finita. Ma io (teologo) ti dico: dobbiamo immaginare una pietra infinita.

[…]

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