L’era del cinghiale bianco

L’era del cinghiale bianco

¶Pieni gli alberghi a Tunisi
per le vacanze estive
a volte un temporale
non ci faceva uscire
¶un uomo di una certa età,
mi offriva spesso
sigarette turche,
ma spero che ritorni presto
l’era del cinghiale bianco.
¶Profumi indescrivibili
Nell’aria della sera
studenti di Damasco
vestiti tutti uguali
¶l’ombra della mia identità
mentre sedevo al cinema oppure in un bar
ma spero che ritorni presto
l’era del cinghiale bianco.

Album: L'era del cinghiale bianco -
1979
Musiche: Battiato
Testo: Battiato
Un percorso iniziatico dal kali-yuga all'era del cinghiale bianco.

Sinteticamente possiamo dire che L’era del cinghiale bianco è un testo iniziatico. Avremo modo di mostrarlo ma intanto una riflessione, paratestuale, sul titolo che, non a caso e lo preciseremo, si riconnette, anche, al misticismo esoterico di René Guénon. Infatti, per quel che riguarda la locuzione «L’era del cinghiale bianco» (che indica l’album del 1979 e canzone omonima), dobbiamo subito rilevare che la troviamo, con assoluta precisione, in un’opera di Guénon intitolata Il Re del Mondo. Non solo, ma il simbolo del cinghiale si trova ancora in almeno due altri volumi di Guénon, Autorità spirituale e potere temporale e Simboli della scienza sacra di cui daremo notizia più avanti ma dove si legge, anticipiamo, «il cinghiale caledonio era bianco». La Caledonia era il nome dato nell’antichità alla Britannia Settentrionale e all’attuale Scozia e Guénon […]

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