Gesualdo da Venosa

Gesualdo da Venosa

¶Io, contemporaneo della fine del mondo
non vedo il bagliore,
né il buio che segue,
né lo schianto,
né il piagnisteo
ma la verità
da miliardi di anni
farsi lampo.
¶Concerto n° 4 in do minore
per archi di Baldassarre Galuppi
(te, piccolo, minutissimo
mazzetto di fiori di campo).
¶La settima frase di Ornithology,
l’ultima, prima della cadenza e dal da capo
via, il noto balzo da uccello, sull’ultima nota
di Charlie…
¶(Pensiero causale –
Imperativo categorico –
Ferma distinzione dell’uomo dall’animale
Teorema adiabatico!)
¶I madrigali di Gesualdo, principe di Venosa,
musicista assassino della sposa –
cosa importa?
Scocca la sua nota,
dolce come rosa.

Album: L'ombrello e la macchina da cucire -
1995
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro
«Chi ascolta veramente, ascolta la fine del mondo»

La canzone, limpidissima, è formalmente dedicata al madrigalista rinascimentale Gesualdo Da Venosa (1560-1613), ma in realtà è una riflessione sui criteri di valutazione delle azioni degli uomini e sui criteri di valutazione morale dell’arte.
Si danno così, di fronte al tribunale della verità («la verità da miliardi di anni farsi lampo») vari esempi di comportamento umano (dall’omicidio di Gesualdo alla virtù etica di chi segue «l’imperativo categorico», l’imperativo etico: «Agisci sempre avendo come fine l’uomo e non l’uomo come strumento», «Agisci come ogni tuo comportamento potesse divenire ‘legge universale’»). E poi vari tipi di realizzazione artistica, dai madrigali di Gesualdo principe di Venosa al jazz di Charlie «Bird» Parker.
Per dare dei giudizi bisogna però avere dei criteri, ed è pertanto opportuno valutare ogni cosa alla luce di una prospettiva cosmica: «Io, contemporaneo della fine del mondo», la fine del mondo e della mia vita deve essere il criterio per dare dei giudizi che siano veri giudizi di valore. Che cosa ha davvero valore di fronte all’Eterno?

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