Fisiognomica

Fisiognomica

¶Leggo dentro i tuoi occhi
da quante volte vivi
dal taglio della bocca
se sei disposto all’odio o all’indulgenza
nel tratto del tuo naso
se sei orgoglioso fiero oppure vile
i drammi del tuo cuore
li leggo nelle mani nelle loro falangi
dispendio o tirchieria.
¶Da come ridi e siedi
so come fai l’amore
quando ti arrabbi
se propendi all’astio o all’onestà
per cose che non sai e non intendi
se sei presuntuoso od umile
negli archi delle unghie
se sei un puro un avido o un meschino.
¶Ma se ti senti male rivolgiti al Signore
credimi siamo niente dei miseri ruscelli senza Fonte.
¶Vedo quando cammini
se sei borioso fragile o indifeso
da come parli e ascolti
il grado di coscienza
nei muscoli del collo e nelle orecchie:
il tipo di tensioni e di chiusure
dal sesso e dal bacino
se sei più uomo o donna
vivere venti o quarant’anni in più è uguale
¶difficile è capire ciò che è giusto
e che l’Eterno non ha avuto inizio
perché la nostra mente è temporale
e il corpo vive giustamente solo questa vita.
¶Ma se ti senti male rivolgiti al Signore…

Album: Fisiognomica -
1988
Musiche: Battiato
Testo: Battiato
Fisiognomica: «Ma se ti senti male, rivolgiti al Signore»

Per comprendere meglio Fisiognomica, una canzone di immediata percezione, vorrei partire da un episodio della carriera artistica di Battiato ovvero il concerto da lui tenuto nel marzo del 1989 in Vaticano, in Sala Nervi, davanti a Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla.
[infopopup tag=lacura_vagavo] In questa occasione Battiato presenta quattro canzoni: Fisiognomica, appunto, che viene cantata per prima, Nomadi, E ti vengo a cercare e infine Un oceano di silenzio. Tutte canzoni, dunque, dall’album Fisiognomica del 1988, che apre il cosiddetto periodo mistico di Battiato o, meglio, il periodo in cui la ricerca interiore di Battiato diventa esplicita anche nella sua ricerca artistica. Dopo, quasi magicamente, arriverà l’incontro con Sgalambro (1995-2014) quando Battiato sentiva di aver esaurito le possibilità di questo percorso artistico; «niente -è solito ripetere il compositore siciliano- mi annoia più del ripetuto, dello scontato»; da qui lo scarto stilistico di questi anni (1988-1995) rispetto alla sua precedente stagione artistica (1979-1987).

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