Ecco com’è che va il mondo

Ecco com’è che va il mondo

¶Era la più grassa puttana
che mai avessi visto,
la donna più grassa che avessi guardato.
Aveva un vestito di seta cangiante,
perline al collo, un ventaglio di struzzo,
mani delicate.
Uno le disse: «schifosa montagna di grasso»
rise e dimenò il corpo come a dire sì,
o buon Gesù, certo sì.
Farlo con te non deve essere comodo,
sei grassa come tre…..
e invece no, invece mi dicono
che bel posto hai
sei più bella di Marilyn
o di Evelyn, non ricordo più.
Rise e dimenò il capo,
farfugliò qualcosa, come a dire sì.
¶Vedete come va il mondo?
Ecco com’è che va il mondo!
¶La mia anima non stilla miele e dolcezze,
happiness and truth, bisogni naturali
Ma io ho una bambina, negli intervalli,
che mi accarezza i bianchi capelli.
E gli anni si fanno docili al suo tocco
mi bacia sulle guance crudeli
e giochi pazienti di rami mi intreccia
con le sue pupille da gatta.
¶Era d’aprile o forse era maggio?
Per caso la rincontrai
risi e dimenai il capo
accennai qualcosa come a dire sì.
¶Vedete come va il mondo?
Ecco com’è che va il mondo!

Album: L'imboscata -
1996
Musiche: Battiato
Testo: Sgalambro
«Sei grassa come tre... e invece no»

La canzone deriva (o conserva traccia) di almeno tre luoghi letterari e uno musicale.
Il primo è uno dei 49 racconti di Ernest Hemingway intitolato La luce del mondo che vedremo in dettaglio più avanti nell’analisi.
Il secondo è la favola Gatto e topo in società dei fratelli Grimm che viene così ricordata da Sgalambro: «Fine della favola. ‘Così va il mondo’ – con queste parole si conclude la nota favola dei Grimm e smentisce malinconicamente la favola».
Il terzo riguarda invece il tema dell’amore del vecchio e la bambina che innerva l’intero Trattato dell’età: «capelli candidi… la cattiveria del vecchio… i suoi anni… essa… (una fanciulla…) li fa scorrere come grani di rosario con agili dita… il suo corpo inciso dagli anni riflette la crudeltà del mondo… lei paziente… le mani componevano continue carezze… come giunchi… ‘io sono vecchio e ho un’amante’, dice… e i capelli erano bianchi».
Una quarta citazione è invece musicale ovvero Era de maggio di Salvatore di Giacomo, canzone poi incisa da Battiato.

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